College Life Italia, Nota: “Scelgo calcio e studi in USA”

College Life Italia, Nota: “Scelgo calcio e studi in USA”

L’avventura di Andreas oltreoceano: da Roma e dalla Roma al Kentucky e a New York, accompagnato dalla passione e dalla voglia di percorrere contemporaneamente due strade. 

 

Andreas, iniziamo dal tuo percorso calcistico.

“Sono cresciuto nelle giovanili della Roma, rimanendo in giallorosso fino alla categoria Giovanissimi Nazionali, per poi passare al Futbolclub con mister Roberto Baronio, dove nel biennio Allievi abbiamo vinto due titoli regionali e perso uno scudetto in finale, dopo una cavalcata indimenticabile. Due anni molto importanti che poi mi hanno proiettato subito con i grandi, in Eccellenza con lo Sporting Città di Fiumicino. Al secondo anno là, quando la squadra si è trasformata nell’SFF Atletico, abbiamo vinto il campionato salendo in Serie D”.

Poi cosa è successo?

“Nel contempo io avevo terminato il mio percorso scolastico al liceo, quindi mi sono trovato davanti a un bivio: dovevo decidere se continuare gli studi o proseguire nel mondo del pallone ed in Italia è impossibile fare entrambe le cose ad alti livelli, perché la carriera universitaria toglie molto tempo”.

Sei però riuscito a trovare la soluzione ideale per te…

“Grazie a College Life Italia ho scelto di proseguire sia gli studi che il calcio negli Stati Uniti: il mio sogno, il mio desiderio, fare entrambe le cose senza negarmi nulla. Ho scelto la Campbellsville University, a Hodgenville in Kentucky, dove in campionato siamo arrivati a disputare le finali NCCAA, perdendo in semifinale. Sono andato molto bene sia dal punto di vista scolastico che calcistico, meritandomi il salto di categoria dalla NAIA alla NCAA prima divisione”.

Un primo anno americano molto soddisfacente, il passo successivo?

“Il campionato in USA finisce a dicembre, ho chiesto il transfer per un’altra università e quindi nell’attesa l’anno scorso sono tornato in Italia qualche mese giocando in Serie D con l’SFF Atletico e proseguendo i miei studi online. Sono ripartito a luglio con destinazione New York, Seton Hall University, pronto per vivere il secondo anno del master. Sto giocando in NCAA prima divisione, la categoria più alta, qui i il livello dei campionati si basa sul prestigio dell’università. Stiamo disputando la Big East conference, una competizione molto dura”.

Hai esperienza di calcio italiano a livello di settore giovanile, professionistico e non, e di prime squadre; e ora anche del calcio statunitense. C’è tanta differenza tra noi e loro?

“La differenza che si nota a vista d’occhio è che quello americano è un calcio molto più fisico e meno tattico de nostro. Tutti corrono tantissimo, dall’inizio alla fine della partita, anche perchè il sistema delle sostituzioni è diverso, con giocatori che possono entrare e uscire più volte. Il livello è alto, sto affrontando giocatori forti: da questo campionato si effettuano i transfer per la Major League Soccer”.

Speri nel grande salto in MLS? Che piani hai per il tuo futuro?

“Ci penso, ma è un pensiero lontano. Ancora devo finire questa stagione, poi ce ne sono altre due. È comunque un sogno, mi ci sto avvicinando. Per me è importante anche avere la possibilità di continuare gli studi e laurearmi. Il mio obiettivo è chiudere il master in America e poi vedere se sono all’altezza dell’MLS, del calcio dei grandi”.

Così in campo, da un lato, invece dall’altro cosa studi? Che ne pensi del sistema e delle strutture universitarie degli Stati Uniti?

“Gli studi qui sono molto più specializzati verso ciò che si vuole fare. Studio business e stando a New York è un indirizzo molto coinvolgente: in Italia ci prepariamo più generalmente, a mo’ di bagaglio personale, non utilizzando poi nel mondo del lavoro tantissime cose che precedentemente si studiano; qui è la formazione è più specifica e funzionale. Ci sono poi dei tutor per gli studenti-atleti: l’università ci aiuta e tutela per metterci nelle condizioni migliori per performare al massimo nei due settori”.

In conclusione, consiglieresti l’esperienza USA con College Life Italia?

“L’America è un po’ il sogno di tutti i ragazzi, come esperienza di vita e lavorativa. Sono contento perché sto a contatto con una mentalità totalmente diversa da quella italiana, più aperta: consiglierei subito a chiunque questo percorso con College Life Italia (www.collegelifeitalia.com). Qualcuno potrebbe pensare che, venendo negli Stati Uniti a studiare e giocare a pallone, si annulla automaticamente l’opportunità di diventare un calciatore professionista, ma non è così: molti ragazzi, studenti-atleti, alla fine del quadriennio universitario riescono a centrare il grande salto nel mondo del professionismo. È un modo per studiare con qualità e proseguire a sognare”

 

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